
Le vostre finestre lasciano passare un filo d’aria fredda in inverno, o si forma condensa tra i due vetri. Questi segni quotidiani pongono una domanda concreta: il vostro doppio vetro è conforme ai requisiti attuali? La risposta non si limita a contare il numero di vetri. Diversi criteri tecnici, spesso invisibili ad occhio nudo, determinano se una finestra rispetta le norme del doppio vetro obbligatorio.
Coefficienti termici: i veri indicatori di conformità di una finestra
Avere due vetri non basta. Ciò che conta è la prestazione misurabile dell’insieme vetro più infisso. Due coefficienti permettono di decidere.
Leggi anche : Tutto quello che c'è da sapere sulle regole del contratto di affitto emphytéotique amministrativo e le sue specificità
Il Ug misura l’isolamento del vetro singolo. Più questo valore è basso, meno calore fuoriesce attraverso il vetro. Secondo i requisiti legati alla RE 2020, si prevede un Ug inferiore a 0,7 W/m².K per le nuove costruzioni.
Il Uw, invece, valuta la finestra completa (vetro, telaio, distanziatore). Un Uw che non supera 0,8 W/m².K corrisponde al livello di prestazione previsto per il nuovo. Per comprendere le norme del doppio vetro obbligatorio, è necessario considerare questi due valori insieme, non solo uno o l’altro.
Ulteriori letture : Come creare un CV online efficace con Genius CV: la mia esperienza
Avete già notato un’etichetta attaccata al telaio della vostra finestra? Spesso contiene questi coefficienti. Se è scomparsa, la scheda tecnica del produttore o il preventivo originale li menzionano. Senza questi dati, è impossibile sapere se la vostra finestra supera la soglia regolamentare.

Marcatura CE e certificazione CEKAL: due riferimenti da verificare sulle vostre finestre
La marcatura CE è obbligatoria per tutte le finestre commercializzate nell’Unione europea. Garantisce che il prodotto rispetti un livello minimo di sicurezza e prestazione. La sua assenza su una finestra recente è un segnale di allerta.
La certificazione CEKAL attesta la qualità del vetro isolante su tre criteri: tenuta all’aria, isolamento termico e isolamento acustico. Si suddivide in classi.
- Le classi termiche (TR) vanno da TR1 a TR14. Più alto è il numero, migliore è l’isolamento. Un doppio vetro classico si colloca generalmente nelle prime classi, mentre un vetro a isolamento rinforzato raggiunge le classi superiori.
- Le classi acustiche (AR) vanno da AR1 a AR6 e misurano l’attenuazione del rumore esterno. Un’abitazione lungo una strada non ha le stesse esigenze di una casa in zona rurale.
- Il marchio Acotherm completa CEKAL combinando prestazione termica (Th) e acustica (Ac) in una classificazione unica, semplificando la lettura per un non specialista.
Per trovare queste informazioni, cercate la dicitura CEKAL incisa sul distanziatore del vetro (la striscia metallica tra i due vetri) o sulla documentazione fornita durante l’installazione.
Doppio vetro in affitto: ciò che la normativa impone realmente
La confusione è frequente. Il doppio vetro non è obbligatorio in tutte le abitazioni. Tuttavia, per mettere un immobile in affitto, il proprietario deve fornire un alloggio decoroso secondo la legge. Dall’inasprimento dei criteri di prestazione energetica, un’abitazione classificata come “passiva termica” nel DPE non può più essere proposta in affitto.
In concreto, se le vostre finestre a vetro singolo compromettono il diagnostic di prestazione energetica dell’abitazione al punto da farla scivolare in classe F o G, il proprietario deve intraprendere lavori di ristrutturazione. La sostituzione delle finestre con doppio vetro performante è quindi uno dei mezzi più diretti.
DPE e finestre: il legame diretto
Il perito tiene conto del tipo di vetro, del materiale del telaio (PVC, alluminio, legno) e della presenza o meno di una lama d’aria o di gas argon tra i vetri. Un vetro singolo degrada notevolmente il punteggio del DPE, a volte di due classi intere rispetto a un doppio vetro recente.
Siete in affitto e le vostre finestre sembrano vecchie? Richiedete il DPE dell’abitazione. Se la classe energetica è bassa e il vetro è la causa, avete diritto a chiedere una messa in conformità.

Test del accendino e ispezione visiva: controllare da soli il proprio vetro
Prima di far intervenire un professionista, alcune semplici verifiche forniscono un primo indicatore.
Il test dell’accendino permette di distinguere vetro singolo e doppio. Posizionate una fiamma davanti al vetro. Il vetro singolo produce un solo riflesso. Il doppio vetro ne produce quattro (due per vetro). Se vedete due riflessi sfalsati con una tonalità leggermente diversa, è un buon segno: significa che è presente uno strato a bassa emissività, tipico di un vetro a isolamento rinforzato.
- Controllate il distanziatore tra i due vetri. Un distanziatore in alluminio classico crea un ponte termico. I modelli recenti utilizzano un distanziatore “warm edge” in materiale composito, decisamente più performante.
- Verificate lo stato delle guarnizioni. Una guarnizione secca, crepata o staccata compromette la tenuta della finestra, anche se il vetro stesso è corretto.
- Osservate l’interno del doppio vetro. La condensa o le tracce di umidità tra i due vetri segnalano una rottura del sigillo. Il vetro ha perso il suo gas isolante e le sue prestazioni termiche sono compromesse.
Queste verifiche non sostituiscono una diagnosi professionale, ma permettono di individuare le finestre prioritarie da sostituire.
Finestre vecchie e ristrutturazione: quando la sostituzione diventa l’unica opzione
Alcune finestre in legno originali, installate negli anni ’70 o ’80, presentano un doppio vetro di prima generazione. Il problema: questo vetro antico offre un isolamento termico ben inferiore agli standard attuali. La lama d’aria tra i vetri è spesso sottile, senza gas argon, e il coefficiente Uw supera di gran lunga le soglie raccomandate.
Sostituire solo il vetro non risolve sempre il problema. Se il telaio è deformato, se il drenaggio è assente o se le dimensioni non consentono di accogliere un vetro più spesso, la sostituzione completa della finestra è necessaria.
La scelta del materiale del telaio (PVC, alluminio o legno) influisce anche sul coefficiente Uw finale. A parità di vetro, un infisso in alluminio senza rottura del ponte termico sarà meno performante di un telaio in PVC multicanale. Questo dettaglio cambia a volte la classe DPE dell’abitazione.
Prima di avviare lavori di ristrutturazione, fate redigere diversi preventivi che dettagliano i coefficienti Uw e Ug dei prodotti proposti. Un artigiano serio menziona questi valori. La loro assenza in un preventivo dovrebbe allertarvi tanto quanto un prezzo anormalmente basso.